127 Ore
Posted by cinemascoop on 1 febbraio 2012
127 Ore (127 Hours) faceva parte dei magnifici dieci ovvero dei 10 candidati agli Oscar dell’anno scorso nella categoria di Miglior Film. Diretto da quel Danny Boyle che fu regista del pluri-premiato The Millionaire, ha come protagonista assoluto James Franco. La storia è vera anche se viene condita (come confessano i titoli di coda) con qualche piccolo particolare per rendere meglio la drammaticità della situazione. Aron Ralston è un esperto escursionista poco più che vent’enne che si diverte a girovagare in bicicletta e a piedi lungo un Canyon nello Utah. Nel 2003, durante uno dei quei suoi spericolati tuffi tra le rocce del Canyon, rimane intrappolato in un crepaccio con un braccio schiacciato e bloccato da un pesante masso. Naturalmente non disse a nessuno dove sarebbe andato e così nessuno lo venne a cercare in quel luogo. La sua salvezza fu un equipaggiamento da escursionista, la giovane età, un fisico in perfetta salute e la capacità di mantenere la calma e la lucidità. Rimase per 127 ore da solo in quel crepaccio col braccio incastrato. Poca acqua e niente cibo. Sopravvisse grazie alla capacità di mozzarsi da solo il braccio per liberarsi da quella scomodissima posizione. Alla fine vediamo anche il vero Ralston con quel che resta del braccio auto-amputato. Un vero avventuriero che continua tutt’ora a buttarsi in escursioni estreme. La differenza? Che ora lascia detto dove si sta recando!
Non deve essere stato facile per Danny Boyle trovare un modo per raccontare quei cinque giorni in modo da non annoiare (anzi catturando la massima attenzione) ma c’è pienamente riuscito. Il fascino prorompente di una fotografia ricercata insieme ad apprezzabilissime trovate registiche completano la prova magistrale di James Franco in questo particolare e non facile ruolo.
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